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La partecipazione come metodo di lavoro

Page history last edited by Gianni Dominici 11 years, 7 months ago

La partecipazione come metodo di lavoro Valentina Piersanti – Artea Studio srl

 

Il prodotto che si avrà al termine del processo di riflessione e confronto avviato è il Manifesto “Amministrare 2.0”: un documento di proposta in cui sono contenute tesi, idee funzionali a realizzare una nuova versione di Pubblica Amministrazione, in cui le logiche 2.0 divengono principio guida. Le tecnologie vengono interpretate finalmente come strumenti abilitanti di un processo di innovazione e non come traguardo in sé, prospettando una PA in cui il cittadino è il centro, protagonista dei cambiamenti e autore stesso dei contenuti e dei servizi offerti da chi lo amministra.

 

Sul piano metodologico si è scelto, in coerenza con lo spirito e i macro-obiettivi dell’iniziativa, di accompagnare tutte le diverse fasi del processo con gli strumenti della collaborazione e della progettazione partecipata. Ogni singolo momento di un processo creativo/decisionale può infatti essere “partecipato”, accompagnato attraverso tecniche e metodologie di facilitazione e arricchito da nuove modalità di comunicazione: dall’analisi dei problemi alla generazione di idee, dalla scelta della soluzione alla comunicazione della decisione adottata, fino alla sua implementazione e alla valutazione dei risultati da questa prodotti.Foto di Francesca Maiolino

 

La prima fase del processo ha avuto inizio con l’appuntamento di alcune amministrazioni locali il 6 febbraio 2009 a Venezia, che si sono incontrate con la volontà di sperimentare una nuova filosofia di governo, basata su un sistema aperto e partecipato che utilizza le logiche e gli strumenti del web 2.0. Dall’incontro è nato ufficialmente il Tavolo permanente di lavoro "Amministrare 2.0", un’iniziativa di FORUM PA e Comune di Venezia, ideata per favorire lo scambio e la condivisione di strumenti, obiettivi ed esperienze tra tutte le realtà che vogliono rimettere i cittadini al centro del processo di sviluppo della PA digitale.

 

I Comuni di Venezia, Monza, Parma, Reggio Emilia, Trieste e Udine, fondatori del Tavolo, hanno sottoscritto la Carta del Tavolo Permanente di Lavoro - contenente principi fondativi, obiettivi, struttura - basata sull’idea di un’amministrazione che sceglie di improntare tutti i suoi processi, anche quelli interni, sui principi della condivisione e della collaborazione, di sfruttare l’intelligenza collettiva coinvolgendo le risorse a sua disposizione per migliorare la gestione interna e l’efficienza dei servizi offerti, sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dagli strumenti del web 2.0.

 

Nell’ambito del Tavolo Permanente, e come parte integrante del processo da esso innescato, è nata l’intenzione di realizzare al FORUM PA ‘09 un evento che allargasse il processo di riflessione a più amministrazioni locali, a esperti e ai cittadini. Si è così deciso di organizzare una Unconference, vale a dire un evento in cui il contenuto delle sessioni è influenzato e creato dai partecipanti stessi, all’interno del quale Artea Studio ha curato la facilitazione e gli aspetti metodologici in collaborazione con l’Istituto Mides e con i promotori del Tavolo “Amministrare 2.0”.

 

Un’iniziativa in cui i partecipanti non sono semplici uditori. Si passa dal classico ascolto a un ruolo decisamente più attivo nel processo ideativo e decisionale: ciascuno porta a valor comune le proprie esperienze, esplicita il proprio punto di vista rispetto alle problematiche emerse, propone obiettivi e soluzioni e avanza proposte, assumendone la responsabilità per sé e le organizzazioni che rappresenta.

 

L’idea di sperimentare percorsi di partecipazione basati su innovative tecniche di facilitazione nasce da alcuni semplici principi:

•    l’importanza della partecipazione, tanto nei processi decisionali quanto nei processi comunicativi;

•    la perdita di efficacia degli eventi eccessivamente celebrativi e autoreferenziali;

•    l’idea che il “protagonismo attivo” aumenti in maniera esponenziale il significato della comunicazione;

•    la convinzione che il coinvolgimento e la motivazione diretta di tutti gli attori coinvolti in un processo o accomunati da un interesse incrementi le potenzialità di successo nelle iniziative di cambiamento e innovazione;

•    la necessità di passare dalla partecipazione “slogan” alla partecipazione come modalità di lavoro che permette di generare decisioni, innovazioni e progetti condivisi.

 

Le differenze con i convegni tradizionali sono molte: dal punto di vista fisico la Unconference viene allestita sovvertendo le regole tradizionali, non esiste più la logica del palco; la sala viene attrezzata con una serie di tavoli rotondi per favorire il lavoro in piccoli gruppi; il lavoro è supportato da pannelli, poster, strumenti audiovisivi e attrezzature di comunicazione; si fa ricorso a tecniche di visualizzazione che aiutano gli interlocutori a comunicare e razionalizzare le idee.

 

Nella cornice della condivisione e contaminazione delle idee e delle esperienze, sia nella fase preparatoria dell’incontro che nella fase di raccordo successiva si è fatto ricorso al wiki, che ha permesso di non arrestare il processo ma al contrario di renderlo dinamico e continuativo. Sfruttando le potenzialità del wiki, sono stati restituiti i risultati raggiunti durante gli incontri del Tavolo Permanente e durante l’Unconference al FORUM PA ‘09 ed è stato sistematizzato il materiale prodotto nelle discussioni. L’obiettivo è sempre lo stesso: permettere a chiunque ne sia interessato e competente di contribuire alla definizione del Manifesto Amministrare 2.0, aggiungere nuovi principi e tesi, emendare quelli già inseriti per le proprie esperienze, modificare contenuti inseriti da altri.

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